...Ogni
giovedì sera parto da Bologna per andare a S. Giorgio, al gruppo di meditazione
e consapevolezza tenuto dal Dr. Mudito Harald Drewes presso l’associazione AIPE. A
volte, soprattutto d’inverno, dopo una giornata di lavoro e magari di fastidi e
contrattempi non ho proprio voglia di uscire, però ci vado lo stesso perché so
che dopo starò meglio. Che cosa mi attira lì tanto da vincere la mia stanchezza
e pigrizia ?
Immaginiamo un
ipotetico curioso che venga a spiarci dalla finestra. Vedrà un gruppo di persone
che fanno esercizi fisici accompagnati da vari tipi di respirazione (Bioenergetica).
Li vedrà muoversi ad occhi chiusi al ritmo di una musica dalle percussioni
primitive, scatenati in una danza tribale (trance dance). Li vedrà aggirarsi per
la stanza vociando ognuno per conto proprio suoni privi di senso (Gibberish). Li
vedrà tenersi per mano in cerchio cantando antiche melodie indiane (Mantra). Li
vedrà seduti insieme in silenzio immobili con gli occhi chiusi (meditazione). Li
vedrà parlare tra di loro delle loro esperienze durante questi esercizi e
confrontarsi sui propri problemi personali (condivisione). E tanto altro ancora
perché ogni sera il programma è diverso e imprevedibile.
Penserà che sono
degli originali un po’ matti anche se innocui. E poi andrà a bersi una birra
cercando di dimenticare i propri problemi e i propri conflitti, scacciando come
mosche noiose le domande senza risposta che la vita gli pone.
Ecco, noi siamo
persone che non desiderano scacciare le domande senza risposta, ma vogliono
andare nel profondo dentro se stesse per vedere di che cosa si tratta.
Naturalmente parlo per me, ogni altro partecipante al gruppo potrebbe dare una
risposta diversa riguardo alla sua motivazione. Il nostro non è un gruppo
politico né religioso, quindi non richiede ai partecipanti di adeguarsi ad
alcuna visione o posizione precostituita.
Gli esercizi fanno
parte della terapia Bioenergetica. Anche se non ce ne accorgiamo abbiamo tutti
dei blocchi muscolari, emozionali e psicologici dovuti a traumi, sofferenze e
frustrazioni del passato, forse di un passato lontano che non ricordiamo più
come la prima infanzia. Non occorre avere avuto una infanzia particolarmente
infelice o una vita travagliata per soffrire di questa stagnazione di energia
che ci impedisce di essere creativi, fiduciosi, gioiosi e amorevoli verso gli
altri. La Bioenergetica cerca appunto di sbloccare questo ristagno che ci fa
vivere a metà, semplicemente sopravvivere, “tirare avanti” come diciamo spesso.
“Ah, adesso ho
capito” dirà il nostro curioso “E’ un gruppo di psicoterapia !”.
Beh, sì. Beh…no.
Sì e no. Sì ma non solo. Perché facciamo anche meditazione.
Gli esercizi di
bioenergetica, pur essendo benefici per la salute, sono anche un preliminare che
facilita la meditazione. Servono a scaricare le tensioni del corpo, della mente
e delle emozioni e a liberarci (almeno per un po’) di tutto il vorticare di
pensieri e preoccupazioni che ingombrano la nostra mente in continuazione, anche
se non ci facciamo caso. Ecco, la meditazione è proprio “farci caso”,
accorgerci, essere consapevoli che nella nostra mente c’è un continuo traffico
come in una strada all’ora di punta e questo traffico non ci permette mai di
essere rilassati e, peggio che mai, non ci permette di essere veramente
consapevoli di quello che stiamo facendo, proprio in questo momento. Siamo
continuamente identificati con i nostri pensieri, convinzioni, paure,
aspettative, rabbie, invidie, tristezze e di conseguenza agiamo come spinti da
qualcosa che è confuso e condizionato.
“Oh, io so sempre
quello che faccio e perché” ribatte il nostro curioso “Quando vi vedo seduti
immobili con gli occhi chiusi mi sembra che vi stiate facendo una bella
dormitina. Deve essere una noia ! Non avete di meglio da fare ?”
Bella domanda: a che
cosa serve la meditazione ? E come si fa ? . Ci sono innumerevoli metodi o
tecniche di meditazione elaborate durante i secoli soprattutto in oriente. Ma
queste tecniche sono solo dei supporti, degli aiuti per entrare nello stato
meditativo, che non è un fare, ma un essere.
“Ah,” interviene il
nostro curioso “Mi ero sempre chiesto che cosa vuol dire Amici Insieme Per
Essere, il nome della vostra associazione. Essere che cosa ? Cosa diavolo vuol
dire?”
Penso che a questo
punto lascerò in sospeso la mia lettera. Entriamo in un campo in cui è meglio
provare che parlare. Potrei dire la meditazione è silenzio, la meditazione è
consapevolezza, la meditazione è rilassamento, oppure chiarezza, oppure essere
oltre la mente. Ma cosa vuol dire tutto questo ? Qui le parole non servono più,
ma solo la pratica. E’ come fare un esperimento scientifico. Le chiacchiere non
servono. Gli strumenti e il laboratorio ci sono. Si può procedere con delle
prove.
Se la meditazione è
silenzio……che cosa c’è dentro il silenzio ?
Con un caro
abbraccio agli amici con cui condivido questo percorso e un ringraziamento a
tutte le persone che lo hanno reso possibile.
Paola ...
“L’unico viaggio che vale la
pena di intraprendere è quello all’interno di noi stessi”
(William B. Yeats)