Amici Insieme Per Essere

Associazione Culturale di Meditazione e Riequilibrio Energetico

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L’unico viaggio che vale la pena di intraprendere è quello all’interno di noi stessi

 (William B. Yeats).

Nell’articolo pubblicato nel  precedente numero del “Sangiorgese”  abbiamo informato i lettori che dallo scorso settembre si è costituita una nuova Associazione culturale, senza scopo di lucro, AIPE  “Amici Insieme per essere” che sta svolgendo alcune attività nel territorio di questo Comune, volte allo sviluppo del benessere della persona , inteso come ricerca dell’essere, percorso di vita umana e spirituale, gioia e vitalità,. conoscenza di se e delle  proprie capacità creative, attraverso l’utilizzo nella vita quotidiana delle pratiche di Meditazione, del Reiki e di altri metodi naturali di rilassamento.

Vorremo farvi sapere come sta andando questa esperienza, per ciò abbiamo chiesto a Paola, residente a Bologna, di raccontarci perché viene a San Giorgio di Piano per seguire le nostre attività ed ecco la risposta:

...Ogni giovedì sera parto da Bologna per andare a  S. Giorgio, al gruppo di meditazione e consapevolezza tenuto dal Dr. Harald Dewes presso l’associazione AIPE.  A volte, soprattutto d’inverno, dopo una giornata di lavoro e magari di fastidi e contrattempi non ho proprio voglia di uscire, però ci vado lo stesso perché so che dopo starò meglio. Che cosa mi attira lì tanto da vincere la mia stanchezza e pigrizia ?

Immaginiamo un ipotetico curioso che venga a spiarci dalla finestra. Vedrà un gruppo di persone che fanno esercizi fisici accompagnati da vari tipi di respirazione (Boenergetica). Li vedrà muoversi ad occhi chiusi al ritmo di una musica dalle percussioni primitive, scatenati in una danza tribale (trance dance). Li vedrà aggirarsi per la stanza vociando ognuno per conto proprio suoni privi di senso (Gibberish). Li vedrà tenersi per mano in cerchio cantando antiche melodie indiane (Mantra). Li vedrà seduti insieme in silenzio immobili con gli occhi chiusi (meditazione). Li vedrà parlare tra di loro delle loro esperienze durante questi esercizi e confrontarsi sui propri problemi personali (condivisione). E tanto altro ancora perché ogni sera il programma è diverso e imprevedibile.

 Penserà  che sono degli originali un  po’ matti anche se innocui. E poi andrà a bersi una birra cercando di dimenticare i propri problemi e i propri conflitti, scacciando come mosche noiose le domande senza risposta che la vita gli pone.

Ecco, noi siamo persone che non desiderano scacciare le domande senza risposta, ma vogliono andare nel profondo dentro se stesse per vedere di che cosa si tratta. Naturalmente parlo per me,  ogni altro partecipante al gruppo potrebbe dare una risposta diversa riguardo alla sua motivazione. Il nostro non è un gruppo politico né religioso, quindi non richiede ai partecipanti di adeguarsi ad alcuna visione o posizione precostituita.

Gli esercizi fanno parte della terapia Bioenergetica. Anche se non ce ne accorgiamo abbiamo tutti dei blocchi muscolari, emozionali e psicologici dovuti a traumi, sofferenze e frustrazioni del passato, forse di un passato lontano che non ricordiamo più come la prima infanzia. Non occorre avere avuto una infanzia particolarmente infelice o una vita travagliata per soffrire di questa stagnazione di energia che ci impedisce di essere creativi, fiduciosi, gioiosi e amorevoli verso gli altri. La Bioenergetica cerca appunto di sbloccare questo ristagno che ci fa vivere a metà, semplicemente sopravvivere, “tirare avanti” come diciamo spesso.

“Ah, adesso ho capito” dirà il nostro curioso “E’ un gruppo di psicoterapia !”.

 Beh, sì.  Beh…no. Sì e no. Sì ma non solo.  Perché facciamo anche meditazione.

Gli esercizi di bioenergetica, pur essendo benefici per la salute, sono anche un preliminare che facilita la meditazione. Servono a scaricare le tensioni del corpo, della mente e delle emozioni e a liberarci (almeno per un  po’) di tutto il vorticare di pensieri e preoccupazioni che ingombrano la nostra mente in continuazione, anche se non ci facciamo caso. Ecco, la meditazione è proprio  “farci caso”, accorgerci, essere consapevoli che nella nostra mente c’è un continuo traffico come in una strada all’ora di punta e questo traffico non ci permette mai di essere rilassati e,  peggio che mai, non ci permette di essere veramente consapevoli di quello che stiamo facendo, proprio in questo momento.   Siamo continuamente identificati  con i nostri pensieri, convinzioni, paure, aspettative, rabbie, invidie, tristezze e di conseguenza agiamo come spinti da qualcosa che è confuso e condizionato.

“Oh, io so sempre quello che faccio e perché” ribatte il nostro curioso  “Quando vi vedo seduti immobili con gli occhi chiusi mi sembra che vi stiate facendo una bella dormitina. Deve essere una noia ! Non avete di meglio da fare ?”

Bella domanda: a che cosa serve la meditazione ? E come si fa ? . Ci sono innumerevoli metodi o tecniche di meditazione elaborate durante i secoli soprattutto in oriente. Ma queste tecniche sono solo dei supporti, degli aiuti per entrare nello stato meditativo, che non è un fare, ma un essere.

“Ah,” interviene il nostro curioso “Mi ero sempre chiesto che cosa vuol dire Amici Insieme Per Essere, il nome della vostra associazione. Essere che cosa ? Cosa diavolo vuol dire?”

Penso che a questo punto lascerò in sospeso la mia lettera.  Entriamo in un campo in cui è meglio provare che parlare. Potrei dire la meditazione è silenzio, la meditazione è consapevolezza, la meditazione è rilassamento, oppure chiarezza, oppure essere oltre la mente. Ma cosa vuol dire tutto questo ?  Qui le parole non servono più, ma solo la pratica. E’ come fare un esperimento scientifico. Le chiacchiere non servono. Gli strumenti e il laboratorio ci sono. Si può procedere con delle prove.

Se la meditazione è silenzio……… che cosa c’è  dentro il silenzio ?

Con un caro abbraccio agli amici  con cui condivido questo percorso e un ringraziamento a tutte le persone che lo hanno reso possibile.

                       Paola ...

 

Le tecniche di meditazione sono anche questo: le persone hanno l’opportunità di scaricare tutti i conflitti e  lo stress – così si trasformano. E’ sempre bello vederlo. Il risultato di ogni meditazione è rendere  più consapevoli e questa nuova consapevolezza dà la libertà di modificare il proprio comportamento, a trasformare lo stress in creatività e benessere.

 

 

 

La meditazione può aiutarmi a risolvere i miei problemi?


Sei circondato dai tuoi problemi. Anche se riesci in qualche modo a risolverne uno, ne nasce subito un altro. Non sei in grado di impedire ai problemi di sorgere. Essi continueranno ad apparire fino a quando arriverai a una profonda comprensione del processo dell'osservazione. Questa è l'unica chiave, la chiave d'oro che è stata scoperta in secoli di ricerche interiori in Oriente: non occorre risolvere alcun problema. Lo osservi, e questo osservare è sufficiente perché il problema evapori, scompaia.

Osho: The Rebellious Spirit, #6



Se sei chiaro, se sei in grado di vedere, i problemi della tua vita si dissolveranno. Lascia che ti ricordi il significato della parola 'dissolvere'. Non sto dicendo che troverai le risposte, le soluzioni ai tuoi problemi, non è così. Parlo dei problemi della vita perché la tua domanda si riferisce a questi.

Questa è la cosa più importante rispetto ai problemi della vita: sono creati dalla mancanza di chiarezza della tua visione. Non è che prima li vedi chiaramente, poi trovi la soluzione, e dopo ancora cerchi di applicarla. No, non si tratta di un processo così lungo: è un'operazione breve e semplicissima. Quando arrivi a vedere chiaramente i tuoi problemi, essi si dissolvono.

Non è che hai trovato la risposta che dovrai applicare, e un bel giorno riuscirai a distruggere il problema. Il problema esisteva grazie alla poca chiarezza della tua visione. Eri tu a crearlo. Tieni sempre presente che sto parlando dei problemi della tua vita. Non voglio dire che se la tua macchina si rompe, devi sederti in meditazione e vedere chiaramente qual è il problema: quando è chiaro, allora puoi fare qualcosa al riguardo. Non si tratta qui di sederti sotto un albero e meditare, e poi ogni tanto aprire gli occhi e vedere se il problema è risolto o no.

Questo non è un problema di vita, è un problema meccanico. Se hai una gomma bucata, devi cambiarla. Sederti in meditazione non ti sarà di aiuto; vai e la cambi. Non ha nulla a che fare con la mente e la chiarezza; ha molto a che fare con le condizioni della strada. Come può la tua chiarezza influenzare la strada? Vuoi dire che tremila meditatori presenti qui non possono riparare la strada? O che basta solo meditare, e la mattina dopo trovi una bella strada asfaltata?

La domanda si riferisce solo ai problemi della vita. Se per esempio sei geloso, arrabbiato, se senti che la tua vita manca di significato. Se vai avanti a fatica, senti che la vita non ha più gusto. Questi sono problemi della vita ed essi nascono dalla mancanza di chiarezza della mente. Proprio perché vengono generati dalla mancanza di chiarezza, la chiarezza può dissolverli. Se sei chiaro, se puoi vedere con chiarezza, il problema scomparirà.

È l'unica cosa che devi fare. Il processo completo è costituito solo dal vedere, dall'osservare; osservare come il problema nasce, come prende possesso di te, offuscando la tua visione fino a renderti cieco. Osservare come inizi ad agire in modo folle, in un modo del quale subito dopo ti penti: ti rendi conto che si trattava di follia pura, che l'hai fatto come a dispetto di te stesso. Non volevi farlo eppure l'hai fatto, sapendo nel momento stesso in cui lo facevi che non era ciò che volevi fare. È come se fossi stato posseduto....

Tratto da:From Misery to Enlightenment, Capitolo 20.

 

 

 

 

 

 

        

 

 

 

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